Percorsi
Qui troverai una raccolta di file GPX che rimandano a percorsi o segmenti che ho affrontato in allenamento. Non seguo un criterio preciso nella selezione: alcuni sono giri che percorro spesso, altri li ho fatti una sola volta. Alcuni sono spettacolari dal punto di vista paesaggistico, altri hanno per me un significato speciale. Alcuni attraversano salite storiche, altri salite su cui amo testarmi. Di alcuni conservo un ricordo piacevole, legato a una giornata di grazia, di altri un ricordo brutale, svolti in giornate “no”.
Accanto a ogni traccia troverai una breve storia/descrizione, per raccontarti perché ho deciso di includerla, sperando di ispirarti a percorrerla a tua volta.
Zona Varese
Le 3 salite più belle di Varese
Il mio giro preferito. Si affrontano le 3 salite più belle della zona: Cuvignone, Sette Termini e Campo dei Fiori. È un giro che uso per testarmi, quasi fosse una gara contro me stesso (cosa che secondo me ci sta se fatta 3/4 volte in un anno) se sono in forma mi pongo l’obbiettivo di tenere almeno i 30km/h di media. Parto tenendo un ritmo sostenuto, per poi scalare il Cuvignone a circa 9/10 di fatica percepita. Sul Sette Termini cerco di tenere gli stessi watt fatti sulla salita precedente, per poi dare tutto sul Campo. Il panorama non è il punto forte del giro, se non alla cima del Campo dei Fiori, dalla quale si possono vedere tutti i laghi di Varese e i grattacieli di Milano
Giro del lago di Varese
Partenza e arrivo dal Tigros di Buguggiate (o dalla rotonda dell’aereo, per chi è della zona) solitamente lo percorro in senso antiorario. Totalmente pianeggiante, può essere svolto sia su strada sia su pista ciclabile. Se svolto su strada è semplice mantenere una velocità di crociera elevata, anche grazie alle numerose scie che si creano al passaggio di auto e camion (non andrebbe scritto, ma chi ha un minimo di esperienza potrebbe provare a buttarsi in scia di un camion, appena dopo una delle tante rotonde che troverete). Il giro è trafficato, ma la carreggiata è ampia, quindi non si creano rallentamenti o disagi con le auto. Sulla pista ciclabile sono presenti diverse fontanelle, mentre su strada nel caso abbiate bisogno, consiglio una sosta al cimitero di Biandronno, situato a circa metà giro
Zona Arona-Verbania
Arona-Cannobina-Arona
Perfetto per fare z2. Giro che ho fatto una sola volta (purtroppo).Si inizia e finisce con il lungolago, l’unica salita è la Cannobina, lunga ma pedalabile, in tanti tratti si può tenere la corona grande anteriormente. Unica nota negativa la valle infinita che collega Domodossola a Verbania, spesso si trova vento contro e in inverno fà anche abbastanza freddo. Consiglio di farlo d’estate.
Calogna-Levo-Massino
È il giro che faccio più spesso quando vado in Piemonte. Ottimo per fare ripetute da circa 15′ in salita. Si affronta come prima salita il Calogna: circa 4km con pendenze intorno al 6%. Si scende sul lungolago a Stresa e si procede direzione Baveno da dove inizia il Levo: delle tre salite è la più lunga ma anche la meno pendente. Se puntate ad un buon tempo sul segmento Strava, assicuratevi che il vento sia favorevole perchè spesso soffia abbastanza forte da dare una mano. Dalla cima del Levo dopo aver superato qualche strappetto si scenderà dal Calogna, per poi iniziare il Massino che è la salita più ripida ma anche la più corta. In molti punti lungo il giro ci sono dei bellissimi panorami sul Lago Maggiore, c’è relativamente poco traffico (a parte quando si è sul lungo lago), ed è pieno di fontanelle.
Percorsi Ticino
Alpe di Neggia da Gambarogno
Partenza dal centro di Varese. Per arrivare ai piedi dell’Alpe di Neggia bisogna superare il Passo della Mottarossa scendere dal Brinzio, raggiungere Luino e da li percorrere 25km di pianura ,quasi tutti lungolago, prima di iniziare la salita. Salita che è lunga 12km, con pendenze costantemente sopra l’8% e tanti tratti in doppia cifra, non spiana praticamente mai ad eccezione di un tratto di 300m a circa 4km dalla vetta. In cima la sensazione è quella di trovarsi su un passo alpino, in inverno è probabile trovare molta neve a bordo strada (ma con carreggiata pulita). Su questa salita mi piace fare ripetute lunghe e continue, non lavori intervallati: sarebbe troppo dura per svolgere correttamente i tratti di recupero. La discesa, lunga 20km, è intervallata da alcuni brevi tratti in salita, la carreggiata, seppur in perfetto stato, è stretta e presenta molte curve cieche, infatti mi è anche capitato di fare un’incidente. A inizio salita (Gambarogno) e fine discesa (Maccagno) ci sono due fontanelle, nessuna in vetta. Terminata la discesa per tornare a Varese dovrete affrontare il Brinzio, ma dopo aver scalato l’Alpe di Neggia vi sembrerà poco più che un falsopiano.
Val d’Aosta
Cervinia- Gran San Bernardo-Cervinia
Giro pazzesco, da affrontare solo se un minimo allenati. All’andata in valle il vento è spesso a favore ed è facile arrivare ai piedi del Gran San Bernardo con 40 km/h di media. Il G.S.B. è una salita interminabile: nella prima parte sembra quasi una superstrada, tutta sotto il sole e con carreggiata molto larga, la seconda parte è più coperta, ma se non si è acclimatati negli ultimi 10 km si avverte anche l’effetto dell’altitudine (si arriva a sfiorare i 2.500 m). La discesa è molto bella e veloce, ma una volta finita bisogna rientrare verso Cervinia con il vento contro, spesso forte, il che non è ideale sapendo di dover affrontare un’altra salita di oltre 20 km. Anche la salita di Cervinia è prevalentemente esposta al sole: è leggermente più corta del G.S.B., ma presenta tratti con pendenze decisamente più dure. Sarà perché non sono della zona, ma ricordo la difficoltà nel trovare fontanelle, al punto da essermi dovuto fermare in un bar ad Aosta per riempire le borracce (a meno che non vogliate fermarvi in salita, perdendo però tempo sui segmenti 😅). Percorso che, viste le altitudini raggiunte, si può fare solo d’estate, ma il caldo sarà un avversario temibile.
Livigno-Valtellina
Doppio Stelvio da Livigno
Ho fatto questo giro per la prima volta nel 2021 e poi nel 2023, durante dei ritiri a Livigno. L’ispirazione era arrivata dopo aver visto un giro di Evenepoel: dovevo svolgere un giro con tot. tempo di salita in z3 (che tradotto significa ad un livello di fatica 6-7/10) e mi ero messo in testa di provare a battere il tempo fatto da Remco (consapevole del fatto che lo aveva fatto interamente a bassa intensità). Avevo aumentato sia durata sia intensità delle ripetute, facendo tutte le salite sempre in spinta , siinceramente alla fine non ricordo nemmeno se sia riuscito a battere il tempo di Remco. Si parte affrontando Passo Eira e Foscagno, per poi scendere a Bormio da dove si inizia il primo Stelvio. Non si arriva fino alla vetta: al bivio con l’Umbrail Pass si scende verso la Val Müstair per poi dirigersi a Prato allo Stelvio e scalare lo Stelvio per la seconda volta. Una volta ridiscesi a Bormio, restano solo il Foscagno (infinito) e, a chiudere, il Passo Eira. Ho solo ricordi positivi di Livigno: nonostante il giro sia duro, lo è meno di quanto possa sembrare a prima vista. Le discese scorrevolissime aiutano a contenere il tempo totale dell’uscita mentre le salite sono lugnhe ma mai con pendenze proibitive. Ovviamente bisogna essere allenati, anche perchè pur soggiornando a Livigno l’effetto dell’altidutine in cima allo Stelvio si fa sentire. Se voleste esagerare potreste inserie anche la salita ai laghi di Cancano.